Le caratteristiche dell’olivo: la sua storia ed il suo rapporto con l’uomo

L’olivo è una delle poche piante coltivate che può vantare una storia di molti millenni che si integra perfettamente con quella delle antiche civiltà mediterranee. La sua presenza ha costantemente accompagnato i popoli che hanno costruito la loro storia sulla sponda del Mar Mediterraneo.

La nascita dell’olivo non ha data certa, si ritiene che già 12000 anni a.C fosse già presente e che la sua zona di origine fosse l’Asia Minore. Da qui si diffuse nel mediterraneo per circa 5000 anni nei diversi paesi che si affacciano nel Mediterraneo inserendosi stabilmente in zone costiere e sub costiere dove le condizioni climatiche lo permettevano.

Testimonianze certe della coltivazione dell’olivo si riscontrano a Creta tra il 3000 e il 1500 a.C grazie al ritrovamento archeologico di alcune macine per la molitura ed orci oleari, a prova che l’olivo fosse già importante all’epoca.

Grazie ai Fenici e ai Greci l’olivo si diffuse in Sicilia e un secolo dopo si diffuse anche nel Lazio dove si espanse verso centro-sud e nord ove le condizioni ambientali lo consentirono.

Le aree di diffusione dell’olivo

La diffusione dell’olivo, salvo rare eccezioni, in epoca antica avvenne sopratutto nell’ambiente mediterraneo, qui l’olivo ha trovato condizioni ambientali favorevoli segnando l’evoluzione genetica ed il consolidamento agronomico.

Ad oggi quasi tutte  le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo coltivano questa pianta e le principali sono: Italia, Spagna, Grecia, Turchia, Tunisia, Marocco.

E’ anche presente in svariati territori mondiali, nel sud-America nei paesi come Argentina, Perù e Cile; nel sud degli Stati Uniti in California e recentemente anche nella zona orientale, Cina, Pakistan ed India sono solo alcune delle nazioni dove l’olivo sta prendendo sempre più piede grazie alle sue funzioni ambientali ed estetico-paesaggistiche, alla valorizzazione del territorio collinare e sopratutto per l’uso alimentare di olio e olive da mensa.

 

le caratteristiche dell'olivo

Le caratteristiche dell’olivo

E’ una specie appartenente alla famiglia delle Oleacee, una pianta sempreverde, arborea, a portamento cespuglioso, coltivata dall’uomo che preferisce allevarla ad albero per i suoi frutti dai quali si ricava l’olio o meglio definirlo l’oro verde per le sue caratteristiche nutritive e organolettiche uniche. La pianta di olivo viene coltivata anche per scopi ornamentali; i piantoni secolari sono di rara bellezza e caratterizzano l’italia da nord a sud. Nella regione Marche si possono ammirare svariati esemplari di olivo secolari nelle verdi e dolci colline.

L’olivo è una pianta molto rustica, si adatta infatti ad inverni freddi e piovosi ed ad estati calde e siccitose. In Italia si contano più di 500 diverse varietà di olivo ognuna con caratteristiche diverse (leggi qui il nostro articolo sulle diverse cultivar)

Le esigenze della pianta

La pianta non ha particolari esigenze di terreno, gli unici accorgimenti da tenere in considerazione sono che la zona deve essere ben ventilata ed esposta in modo da evitare gelate persistenti in inverno e presenza di umidità. Il terreno dovrà quindi essere sia profondo sia fresco in estate, senza ristagni idrici. Sicuramente uno dei migliori luoghi è la collina, sempre ben areata e con ristagno idrico quasi assente. Non è inusuale vedere diverse piante di olivo anche nelle zona della bassa montagna, la produzione sarà più scarsa causa il freddo invernale.

L’aria e la luce all’interno della chioma sono di fondamentale importanza, per questo non bisognerebbe piantare gli olivi in luoghi all’ombra o troppo vicini tra loro, scegliendo il giusto sesto di impianto.

La singola pianta di olivo può vivere per diversi anni, anche centinaia di anni grazie alla sua capacità di sopravvivere ai diversi stress e grazie all’elevato rinnovo dell’apparato radicale e delle porzioni della chioma. Infatti l’olivo è il simbolo della vita e della rinascita.

pianta di olivo

Da cosa è composta la pianta?

Gli ovuli

Caratteristica dell’olivo è la presenza di “ovuli”, formazioni particolari ricche di gemme avventizie ed iniziali radicali, si trovano prevalentemente nella zona del colletto e lungo il tronco. Proprio dagli ovuli si originano spesso dei germogli chiamati in gergo “Polloni” dalla cui base, se posta sotto terra, si producono radici avventizie con molta facilità. Ecco perché la tendenza dell’olivo è quella di costituire una pianta cespugliosa.

Il sistema radicale

Le radici dell’olivo sono superficiali ed espanse, molto sensibili all’umidità e si estendono oltre la proiezione della chioma. L’accrescimento rimane comunque legato alla tipologia di terreno; in un terreno tendenzialmente argilloso le radici si espanderanno in superficie dove i rischi di asfissia sono minori  e non in profondità. Viceversa in un terreno sabbioso  le radici si spingeranno in profondità per trovare acqua. Il terreno ideale è quello a medio impasto o meglio ancora i terreni sabbiosi-limosi con un discreto contenuto di argilla

I tronchi

E’ costituito da due parti: il pedale ed il tronco vero e proprio. Negli alberi giovani è dritto e cilindrico, con il passare degli anni tende ad assumere una forma contorta ricca di gobbe e di vistose costolature che collegano le radici alle branche.

Le branche

Sono le ramificazioni che costituiscono lo scheletro dell’albero. Si dividono in branche principali e secondarie. Le branche principali, nelle moderne tecniche di allevamento non devono essere superiori a 4-5 per albero per far si che la parte interna sia completamente illuminata. Le branche secondarie si sviluppano su quelle principale e sono branche di età diversa fino a due anni e su queste insorgono rami e germogli.

Rami Fruttiferi

I frutti compaiono normalmente su rami di un anno che si originano da branche di due anni. Essi possono avere una lunghezza che varia dai 5 ai 30 cm.

Foglie

La forma e le dimensioni della foglia variano da cultivar a cultivar. Le foglie sono persistenti ed hanno una durato di circa tre anni. La parte superiore della foglia è di colore verde cupo e brillante, mentre la parte inferiore risulta più chiara ed opaca.

Gemme

Le Gemme sono prevalentemente di tipo ascellare e danno origine ad infiorescenze od a germogli. Ci sono anche altri tipi di gemme:

  • Terminali
  • avventizie
  • latenti
  • sottogemme

Le gemme terminali si trovano alla estremità dei germogli e provvedono al loro allungamento. Le sottogemme, le gemme avventizie e quelle latenti si attivano nel caso in cui si verifichi la cascola delle gemme ascellari o in seguito a fattori traumatici quali: potature eccessive e violente, gelo, attacchi parassitari.