Quali sono le cultivar di olivo presenti nel territorio Italiano e sopratutto in quello marchigiano?

Quante volte abbiamo sentito la parola cultivar associata ad un olio evo?
Forse non tutti sanno che le diverse cultivar hanno caratteristiche peculiari uniche e che si differenziano per vari motivi.

Scopriamo insieme allora quali sono le diverse cultivar Italiane e sopratutto quali sono le cultivar autoctone delle Marche!

Ma prima di tutto, cosa significa cultivar?

Cultivar è l’acronimo di “Cultivated Variety” parola che appunto indica la precisa varietà di olivo.
Infatti  ogni  cultivar ha determinati sentori caratteristici,  per esempio l’Ascolana Tenera ha il sentore di foglia di pomodoro , la Mignola  quello di frutti di bosco e la Coroncina la foglia di carciofo .
Le diverse varietà si dividono anche in due grandi categorie:  le olive da mensa e le olive da olio

Le olive da mensa

Le olive da mensa,comunemente più conosciute come olive da tavola, sono tendenzialmente più grandi, con una polpa consistente e succosa. Le principali cultivar in Italia con questa caratteristica sono: l’Itrana nella regione Lazio, la Bella di Cerignola in Puglia e anche la Nocellara del Belice in Sicilia ed anche la Taggiasca in Liguria. Sicuramente la cultivar marchigiana per eccellenza per quanto riguarda l’oliva da mensa è l‘Ascolana Tenera . La polpa è consistente, tenera e la parte commestibile si separa facilmente dal nocciolo rendendola una delle olive più apprezzata in assoluto. E’ perfetta per accogliere un ripieno di carne come nella  famosa “Oliva fritta all’Ascolana” ma è anche ottima nelle preparazioni tradizionali delle carni in umido ed in casseruola.

Le olive da olio

Le olive da olio sono state selezionate nel corso dei diversi anni dai produttori . Le più comuni a livello nazionale sono sicuramente il Leccino, ed il Frantoio poi variano da regione a regione. In Puglia possiamo trovare la Coratina, l’Ogliarola del Gargano e quella Barese, la Peranzana, in Umbria il Moraiolo, in Abruzzo l’Intosso e la Dritta, in Sicilia la Tonda Iblea, la Cerasuola,Nocellara del Belice , in Toscana il Maurino, il Leccio del Corno , nel Garda la Casaliva  , in Liguria abbiamo la Taggiasca ,la Razzola e la Colombaia.

Nelle Marche sicuramente le più conosciute sono: Mignola, Raggia, Coroncina, Piantone di Mogliano, Raggiola, Orbetana, Rosciola colli Esini , Lea , Raggiola , Sargano di Fermo ,Piantone di Falerone e molte altre

.quante varietà di olivo

Ma quante sono le cultivar presenti in Italia?

Sono ben 540 le cultivar italiane coltivate, pari al 40 per cento di tutte quelle conosciute a livello globale, una biodiversità ed un patrimonio genetico inestimabile! Il merito di una così ampia biodiversità è dovuta alla complessità del nostro territorio dove l’olivo trova diverse aree e terreni geograficamente diversi che variano dal mare alla montagna passando per le colline e anche alle temperature più calde del sud e più fredde delle regioni del nord. Un olio Pugliese non sarà mai uguale ad uno Ligure!

E nelle marche?

Nelle Marche sono più di 20 e variano da provincia a provincia, nel Pesarese possiamo trovare la Raggiola, nell’Anconetano la Raggia, nel Maceratese la Mignola, nel Fermano il Piantone di Falerone ed infine nell’Ascolana la Tenera Ascolana

Ognuna di queste cultivar ha diverse caratteristiche quali: resa in olio, tempo di maturazione, forma e dimensioni, resistenza al freddo e alla mosca, resistenza della drupa al distaccamento dal ramo, sentori caratteristici (odore, sapore etc) e molte altre ancora

Come riuscire a percepire i diversi sentori?

Con lo “Strippaggio” dell’olio (qui la guida su come farlo) si catturano tutte le sensazioni e i sentori che l’olio sprigiona, perché ogni olio è differente ed ha diverse possibilità di  abbinamento con i piatti.

E tu quale cultivar preferisci? Scrivilo nei commenti!