Intervista a Stefano Gregori titolare dell’azienda “Olive Gregori”. Un piccolo gioiello oleario dell’entroterra ascolano.

Olio Extravergine Marche vi racconta la storia dell’azienda “Olive Gregori” situata nell’entroterra ascolano, un territorio bello e con una natura particolare capace di regalare prodotti unici. Vi ricordiamo che potete trovare i prodotti dell’azienda Olive Gregori all’interno del nostro shop!

Buongiorno Stefano, grazie mille per averci accolti all’interno della tua azienda e del tuo frantoio. I tuoi oli ci hanno appassionato fin da subito!

Chi meglio di te può raccontarci il territorio ascolano, un area piena di piccoli gioielli gastronomici come l’olio e l’oliva, qui infatti possiamo trovare una delle cultivar più apprezzate delle Marche: l’Ascolana Tenera.

-Ma cosa ti ha spinto ad iniziare il fantastico mestiere di produttore di olio extravergine di olia?

La mia famiglia ha origini mezzadrili poiché i miei nonni coltivavano i terreni di proprietà di una famiglia nobile dividendone con loro il raccolto, nel tempo e con i sacrifici sono riusciti a far studiare i figli e riscattare questo campo su cui praticavano più colture.

Quando è venuto a mancare mio nonno ci siamo trovati ad un bivio, dare in affitto questo terreno o specializzarci in qualcosa visto che i tempi erano cambiati. Così nel 2009 il vecchio fienile in lamiera è stato ristrutturato per creare un nuovo laboratorio e sono stati impiantati 1000 olivi principalmente di Ascolana Tenera inizialmente con l’idea di produrre esclusivamente oliva da mensa.

Poi con il tempo nel 2014 la passione per l’olivo è virata ovviamente anche verso il mondo dell’olio. Partecipare ad assaggi, comprendere le differenze organolettiche di oli provenienti da varietà differenti mi ha appassionato molto.

Caratterialmente quando affronto un argomento cerco di approfondirlo e sviscerarne ogni dettaglio, pertanto la curiosità e la voglia di valorizzare il nostro territorio e la sua varietà principale, l’Ascolana Tenera, mi hanno spinto (e convinto) che si potessero fare grandi oli anche nel nostro territorio.

-Stefano a proposito di territorio, quello ascolano è pieno di prodotti di altissima qualità, l’olio è uno di questi, ma quanto è importante il territorio per un produttore di olio?

Ovviamente il territorio è molto importante per ogni serio produttore di olio e non solo. Il territorio non va circoscritto al solo terreno o circondario geografico, ma va visto un po’ alla francese con il concetto di terroir.
Io mi sento legato al territorio non solo perché vi sono nato e cresciuto ma perché ne conosco la cultura (principalmente contadina), le usanze, i modi di trasformare le materie prime e metterle nel piatto, conosco i nomi in dialetto dei fossi e delle contrade, mi fermo a parlare con i vicini anziani che ti raccontano le loro esperienze e profetizzano su come sta cambiando il modo di vivere la campagna picena.
Altro aspetto fondamentale è quello meramente produttivo, ovvero le valli strette e le colline aguzze del Piceno contornate da calanchi, creano microclimi unici che non sono replicabili altrove; se l’ascolana è nata qui e i romani se ne accorsero qualcosa vorrà pur dire 🙂
Credo che conti molto tradurre all’interno del nostro olio questi concetti, non tralasciando la tecnica e le moderne attrezzature che ci permettono di salvaguardare al meglio quello che ci dà la natura, è importante plasmarsi alle esigenze che la modernità ci chiama a sostenere ricordandosi sempre da dove si proviene.
olive gregori

-La tua azienda è molto versatile, produce sia oliva da mensa, come l’Ascolana del piceno DOP sia quattro eccellenti oli, il Blend Bio, il monovarietale di Rosciola, di Lea e quello di Ascolana del Piceno DOP. quali sono le caratteristiche che distinguono questi oli?

Produciamo quattro oli ottenuti da terreni dislocati a distanza dal mare e altitudini differenti, due a Montalto, poi Lapedona e Rotella, affichè ognuno di essi abbia vantaggi e svantaggi da sfruttare a seconda della stagione cercando di avere sempre un prodotto di qualità.

Il Blend Bio proviene da olive esclusivamente da olio, Leccino, Frantoio, Pendolino, Carboncella, in terreni dove la promiscuità delle varietà non permette la raccolta separata. E’ un olio generalmente bilanciato, fruttato medio con sentori lievemente erbacei, polivalente nell’uso e negli abbinamenti.

La Rosciola ci regala un monovarietale dal fruttato medio con sentori floreali e di frutta gialla, è un olio molto cremoso che tende a sposarsi bene con piatti vegetali e pesce
La Lea è un fruttato medio-intenso dal sapore più rustico, in questo caso prevale la mandorla verde e il carciofo, la nota amara è importante e permette l’abbinamento con piatti più intensi come carni rosse e zuppe di legumi.

L’ascolana tenera è un monovarietale dal fruttato medio-intenso che regala al naso sentori più avvolgenti e intensi di erba tagliata e foglia di pomodoro.  L’olio ha un amaro e piccante molto pronunciato con un finale di mandorla dolce, caratteristica che lo rende un olio molto apprezzato.

-Hai in mente di implementare altre cultivar tra qualche tempo?

Lo scorso anno abbiamo impiantato 900 olivi su un terreno di 5 ettari, per avere le loro olive dovremo aspettare almeno 4-5 anni. A causa dell’esposizione del terreno a nord e delle brine che ho osservato in quel posto, gran parte delle piante sono di leccio del corno, una varietà che è molto resistente, poi ci sono in percentuali minori  Dritta, Picholine e Pendolino.

La scelta delle varietá e del fatto che non siano autoctone non è un rifiuto del territorio e delle sue olive ma è dettata da due motivazioni:
  • la prima è che volevamo avere delle varietà con sentori differenti per arricchire il nostro Blend.
  • La seconda, di ordine agronomico, è quella di avere all’interno della nostra azienda cultivar più tardive, che ci permettono di spalmare la raccolta su un periodo più lungo, senza il timore di portare in frantoio olive troppo mature, visto che la maggior parte delle nostre cultivar sono precoci specialmente la Rosciola e l’Ascolana.
Non so se da queste varietà faremo mai dei monovarietali, vedremo in futuro ma credo che sia un po’ come nel mondo del vino, ci sono vitigni molto diffusi come lo Chardonnay o il pinot nero perché hanno indubbiamente più versatilità, lo stesso credo sia nell’olio.
E’ importante salvaguardare le nostre varietà autoctone e valorizzarle tramite dei monovarietali, ma un’azienda che deve fare i conti con le spese e i cambiamenti climatici credo sia giustificata ad impiantare anche varietà non locali che potrebbero dare maggiori garanzie di produttività e resistenza.

-Le tue bottiglie di olio sono riconoscibili da chiunque, soprattutto quella del monocultivar di Ascolana, quanto è importante curare il design in ogni piccolo particolare nel mondo dell’olio?

Personalmente sono molto appassionato dal bello, dagli oggetti di design e maggiormente da quelli che uniscono bellezza e funzionalitá. La forma non  vive se non si mette a servizio della sostanza e viceversa la sostanza difficilmente è contenuta in oggetti approssimativi.

L’idea di inserire il monovarietale di Ascolana Tenera in una bottiglia di acciaio inox nasce dalla volontà di unire forma e sostanza. Il materiale deve proteggere l’olio da luce e ossigeno ma deve essere anche piacevole alla vista e al tatto, per questo l’etichetta non è adesiva ma in rilievo e serigrafata.
La volontà è quella di fornire all’olio la dignità e la preziosità che troppo spesso gli è stata negata, una bottiglia così non puoi relegarla in un angolo della cucina ma devi mostrarla, metterla a tavola nei giorni di festa, e così la forma serve alla sostanza, perché la curiosità di assaggiarne il contenuto e le aspettative che, guardando e prendendo in mano la bottiglia, ci siamo creati vengono ripagate dal profumo e dalla grandezza dell’olio di ascolana.
Tranne l’udito abbiamo coinvolto tutti i sensi: vista, tatto e poi ovviamente olfatto e gusto.
Senza dubbio i dettagli sono fondamentali, sono felice che la nostra azienda sia identificata da oggetti belli che contengono prodotti buoni, spero che questa ricerca minuziosa dei particolari porti giovamento non solo alla nostra azienda ma all’intero mondo dell’olio di qualità. E’ anche tramite un packaging bello e prezioso agli occhi dei non esperti di olio che riusciremo a trasmettere l’importanza di un buon olio ad un pubblico più ampio possibile.
olio monovarietale ascolana tenera dop extravergine 0.250

Olio monovarietale di Ascolana del Piceno DOP

Conclusione

Stefano grazie mille del tempo dedicatoci! Rimaniamo affascinati ogni volta che veniamo in azienda, sia per i tuoi fantastici prodotti sia per il panorama mozzafiato che si può godere dal tuo frantoio!